Lunga è la fila di coloro che affrontarono l'insidioso percorso per il Tempio. Quante le vite di coraggiosi avventurieri spente per giungervi. Molti sono morti cercandolo, pochi coloro che l'hanno raggiunto!

Giunti da lontano, attratti da una forza sconosciuta, diversi individui viaggiano in direzione del bosco a loro più vicino. Che sia giorno, che sia notte, nulla li ferma se non l'accasciarsi e svenire nel fitto della Foresta. Si risvegliano frastornati uno alla volta, incapaci di concentrarsi su quello che era il loro passato, i loro cari, ciò che hanno lasciato alle spalle. Sono smarriti e l'unico pensiero che li accomuna è il trovarsi soli in un bosco scuro e spaventoso. Non hanno idea del perchè si trovano in quel luogo, ma tutti, in maniera sempre diversa vengono sorpresi al risveglio da creature incoporee simili ad ombre, creature che scuotono le loro membra e mettono in moto le loro gambe, una fuga urlante accomuna tutti loro che si ritrovano tutti insieme. Solo uno fra loro, DAVIDE, riesce a restare fermo sulle sue gambe, la paura non l'ha preso. Appena si riuniscono, misteriosamente, le creature d'ombra spariscono e colui che avevano lasciato sul percorso, DAVIDE, arriva camminando da nord, loro pochi istanti prima però l'avevano sorpassato più a sud. Frastornati come non mai la situazione peggiora, una forte luce chiara tutt'intorno a loro li acceca e riaprendo gli occhi pochi istanti dopo si ritrovano in una foresta lugubre e marciscente. Sgomenti e sospettosi l'un l'altro, loro malgrado prendono a camminare per la foresta in cerca di spiegazioni. Anzi no, ancora peggio, DAVIDE, ha preso a camminare in una direzione e a tutti gli altri tocca seguirlo per non dividere il gruppo. Dopo neanche cento metri scoprono di trovarsi all'interno di un vero e proprio reticolato di funghi del legno di natura sconosciuta. Il mago analizza i funghi, ma non riesce a comprendere se siano pericolosi o innoqui, fatto sta che un tiro a segno con l'arco del barbaro fa scoppiare un fungo e tutti gli altri a seguire esplodono riempiendo l'aria di spore rilucenti. Le spore li ricoprono tutti, la loro consistenza è appiccicosa e MARCO sviene. MARCO viene portato via a spalla dal barbaro, DAVIDE e Eve mentre si puliscono dalle spore si rinfrescano bevendo vino e birra, l'aroma esaltato dal nuovo componente fungino è magnifico, una bevanda così di rado l'avevano assaggiata. L'occhio acuto del barbaro scorge sotto la distesa di spore rilucenti un luccichio metallico, un piccolo tesoro viene trovato nascosto nel tronco morto di un albero.

Non comprendono la loro presenza in quel luogo, eppure nella loro testa, quasi martellante, sentono la necessità di recarsi al Tempio, luogo di cui nulla sanno se non che rappresenti il raggiungimento di fama, ricchezza e potere. Girovagando, quasi immediatamente, si imbattono in un gruppo di Grig, piccoli spiritelli dispettosi intenti a infastidire i viandanti.

Gli avventurieri fermatisi per bere e riposarsi scoprono che i loro zaini sono stati tutti forati, un brutto scherzo per chi si è perso nel bosco e non ha modo di rammendare con ago e filo. Con un po di ingegno sovrappongono alcuni zaini limitando la perdita di oggetti.

Si rimettono in cammino, il posto in cui sono non lascia tanto dubbio all'immaginazione, lì preferiresti non fermati, qualcosa o qualcuno lo ha corrotto e reso inospitale. STEFANO, il barbaro del gruppo usa le sue abilità da esploratore delle terre selvagge e comprende che mentre si muovono per qualche oscuro motivo i punti cardinali si spostano. Per tentare di comprendere cosa stia succedendo, si arrampica su uno degli alberi, scoprendo un cielo plumbeo e senza luna ne sole. Un incubo, un'avventura? Non sanno cosa hanno davanti ma l'unica possibilità per loro è proseguire. Un lago gli si para davanti, sarà lungo qualche centinaio di metri, immerso e ricoperto fin alle sponde di fronde e fango marciscente, se non altro permette a tutti di vedere quel cielo grigio e inespressivo. Per cercare di comprendere meglio ciò che li circonda, lanciano un sasso nell'acqua, un tonfo e tutto tace. Provano ad avvicinarsi al lago, come cercando qualcosa di anomalo e lo trovano, per quanto i loro oggetti vadano a fondo sott'acqua, loro stessi non affondano e bensì camminano e riescono a muoversi sull'acqua senza restarne bagnati. Mille ipotesi vengono espresse per spiegare il fenomeno ma il tutto si conclude con un giro camminando sul lago. Nulla di nuovo da questo luogo, il mago del gruppo afferma con chiarezza che una forte stregoneria è stata utilizzata per incantare il lago.

Un nuovo buco nell'acqua, nessuno capisce dove recarsi, dove dirigersi, l'unica possibilità è proseguire. La fortuna però arride agli avventurieri nuovamente, lo scheletro di un elfo vestito con una tunica verde e logora giace incustodito in mezzo al bosco. Una bacchetta di cura ferite di basso potere e un bel sacchettone di monete d'oro vengono ritrovati cercando attentamente.

Una nuova insidia, due viscidi vermeiena li circondano, frecce e incantesimi li soprendono e prima della loro reazione il primo tracolla. Il secondo più furtivo si avvicina a Eve senza farsi vedere, strisciare e sgusciare in quell'ambiente è la normalità per questi esseri, ma la ladra dimostra di essere protetta da una buona stella, nascondendosi nel tronco di un albero morto, la creatura colpisce con i suoi tentacoli il duro legno pensando di aver afferrato la preda. Giusto in tempo, una lama parte dalla mano della ragazza urlante che l'abbatte. Prestando la massima attenzione vengono aperti gli stomaci delle due carcasse, nella speranza di trovare qualcosa più di viscere orripilanti e puzzolenti, ma nulla.  Si riprende a camminare, molto più avanti degli avventurieri vengono avvistate delle creature su un albero, quanlcuno dice siano pipistrelli di dimensioni davvero ragguardevoli. Una freccia viene scoccata dal barbaro e il pipistrello cade a terra stecchito, dall'albero un nugolo di pipistrelli stridesce alzandosi in volo e fuggendo lontando. Un sacco di strada viene percorsa nuovamente e il pensiero di perdere l'orientamento diventa insopportabile. Lungo il percorso viene dato fuoco ad un albero qui e là, ciò permette di creare una specie di reticolato per orientarsi. Incontrano i funghi del legno nuovamente, stavolta però l'uomo viene battuto dal fungo e tutti svengono, chi pirma chi dopo. Solo dopo decine di minuti il gruppo comprende due cose, la prima è che in mezzo ai funghi conviene muoversi molto piano per non farli scoppiare, la seconda è che i funghi iniziano a ricrescere se si aspetta troppo. Mentre si cammina viene scoperto un cumulo di cadaveri elfici in tabarro verde, davanti a loro un guerrierone con una mazza in mano disteso. STEFANO, il primo a toccare il cadavere dell'armigero umano, scopre tramite un sogno a occhi aperti che i poveri elfi erano stati malmenati a morte per ultimare un rito, ma il tutto si era interrorro perchè una freccia nera aveva sorpreso il loro carnefice, uccidendolo in un sol colpo. Rovesciando il cadavere dell'uomo trovano la freccia nera conficcata e la esaminano.

La situazione è sempre più intricata, il barbaro cercando di creare un reticolato di alberi in fiamme scopre non è il caso di accenderne troppi e troppo vicino perchè il fumo si espande ricoprendo l'intera zona.  Altri funghi, altri cadaveri con componenti da mago e pergamene portano a una nuova visione ad occhi aperti, questa volta è MARCO a vedere davanti ai suoi occhi gli ultimi istanti di vita di un elfo, un arciere scuro gli tira una freccia e l'uccide, oltre la sagoma si riesce a distinguere un arco e quelle che sembrano parvenze di un umanoide con viso da rapace.

 

MARCO e STEFANO confabulano a lungo e comprendono di aver bisogno di tempo per stendere una mappa della zona più precisa. Si fermano tutti per quasi due ore e il barbaro grazie alla sua esperienza negli ambienti boscosi riesce a creare una mappa  che per quanto rudimentale ha molti più dettagli della zona in cui si trovano. Riprendono a camminare, lo stomaco inizia a rumoreggiare, ma qualcosa si pone davanti a loro in lontananza, un rettiloide molto grande e minaccioso, davvero molto minaccioso. Il gruppo vedendo che il rettiloide li sta puntando parte all'attacco, ma nel tempo che una freccia si conficchi nel terreno la creatura balza fino a loro sorvolando un tronco enorme e gli piomba davanti. Un brivido freddo corre dietro la schiena degli avventurieri, un nemico così forte e ravvicinato non l'avevano mai visto, qui si rischia la pelle, le fauci della bestia davanti a loro digrignano  e subito dopo mostrano una lingua rossa, sembra che presto verranno tutti divorati. La creatura attende, quasi a scegliere chi sarà la sua prima vittima, tutti frettolosamente l'attaccano senza badare alle conseguenze, ma il ciclo degli eventi cambia, DAVIDE e STEFANO dimostrando una volontà di ferro si accorgono si tratta solo di una mera illusione, tutto appena in tempo per far dubitare gli altri e non finirne vittime. Una risata stridula parte dalle loro spalle seguita da poche parole di una voce sfottente: "Ma allora non siete così tonti come sembrate".

Rincuorati dal sapere di aver davanti solo un'illusione, gli avventurieri prendono coraggio, seppur si accorgono che il cibo e l'acqua di DAVIDE sono stati saccheggiati dal suo zaino. Dopo pochi istanti trovano le provviste del malcapitato a terra, sono schiacciate e miste al fango ma presentano orme stranamente minuscole in confronto a quelle di un uomo. MARCO si concentra ed osserva in ogni direzione con occhio di falco riuscendo dopo poco a notare che sopra il ramo di un albero a pochi metri da loro sembra appoggiata una creatura occultata. Il gruppo in men che non si dica reagisce rapace e la minuscola creatura invisibile viene colpita ripetutamente morendo, la voce sogghignante di prima lancia uno straziante urlo di dolore. SIMONE informa il gruppo che la creatura era uno spirito della foresta e seppur differente da come l'aveva studiato sui testi, non è mai buona cosa uccidere uno di questi esseri. 

Una forte necessità di rendere maggiormente chiara la composizione della zona spinge il gruppo a muoversi ed esplorare la foresta. Numerosi vermeiena vengono affrontati e sgominati, uno di esso esce da un buco nel terreno posizionato dietro una pianta. Uccidendo il mostro gli avventurieri vengono colti da una visione che li accomuna. A tutti appare nella mente un'immagine che risale al momento precedente il rito sacrificale effettuato dall'armigero umano, vedono chiaramente un piccolo elfo di circa 10 anni che sfugge dalle grinfie del suo carceriere aiutanto dai genitori elfi. Il piccolo riesce a nascondersi in mezzo alla vegetazione e sottrarsi a quel crudele destino.

Penseriosi per quella nuova esperienza collettiva, forse distratti, gli avventurieri vengono attratti verso alcuni cespugli marciscenti, presto incitati dalle parole di STEFANO, al suono ddlla musica di un violino, buona parte del gruppo si mette a ballare in modo forsennato senza preoccuparsi di cosa accada intorno a loro. SIMONE con grande spirito di volontà riesc ad avvicinarsi al cespuglio e tirar fuori un essere minuscolo dal cespuglio, l'essere imbraccia un piccolo violino e sfoggia un sorriso sornione e divertito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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